Dharma Mangia Woods commuove in Morbo K: l’AMORE proibito che sfida la PAURA e l’ORRORE del Ghetto
Dharma Mangia Woods incarna in Morbo K il personaggio di Silvia Calò, la giovane ebrea che diventa il punto di contatto tra due mondi: il Ghetto di Roma occupato dai nazisti e il rifugio sicuro (seppur fragile) dell’ospedale Fatebenefratelli. Silvia è un personaggio affascinante dal punto di vista drammatico, perché unisce in sé la fragilità di una ragazza giovane costretta a vivere nell’ombra della paura, e la forza di chi scopre che l’amore può essere più potente della morte. Woods, attrice di grande sensibilità e capacità introspettiva, sa trasmettere questa dualità in ogni scena: il tremolio delle sue mani quando confida a Pietro la situazione disperata della sua famiglia nel Ghetto, e poi la determinazione quando decide di credere nel piano del professor Prati.
La storia d’amore tra Silvia e Pietro rappresenta il cuore emozionale della miniserie, e Woods sa gestire magistralmente i momenti di leggerezza e intimità che si creano tra i due giovani al Fatebenefratelli. Questi attimi di normalità, dove sembrano due ragazzi ordinari che si innamorano, rendono ancora più straziante la consapevolezza dello spettatore che dietro le mura dell’ospedale sta accadendo l’orrore della deportazione. Woods non gioca Silvia come una vittima passiva della storia, ma come una giovane donna che scopre in sé una capacità di resistenza attiva: è lei stessa, almeno in parte, a mettere in moto il piano di salvataggio della famiglia, cercando di convincere i genitori a raggiungere Pietro al Fatebenefratelli prima che sia troppo tardi.
L’ultima interpretazione di Dharma Mangia Woods in questa miniserie è una prova attoriale di grande profondità, quella di una ragazza che rappresenta allo stesso tempo l’innocenza distrutta dalla guerra e la speranza che la resistenza civile ancora coltiva. Quando il Ghetto viene sigillato e le deportazioni hanno inizio, il volto di Woods esprime un dolore che va oltre le parole, un dolore che è sia personale che universale. Stasera, nel finale della miniserie, gli spettatori vedranno Silvia nel momento della sua massima vulnerabilità e della sua massima forza, e comprenderanno perché la storia d’amore tra lei e Pietro è rimasta nel cuore di chi l’ha raccontata per più di settant’anni.