Quando l’AMICIZIA sfida l’ORRORE: quattro bambini inseguono l’impossibile per salvare Riccardo nella Roma occupata del 1943 in una corsa disperata
“L’ultima volta che siamo stati bambini” (2023) è il film d’esordio alla regia di Claudio Bisio, ambientato nella Roma del 1943, durante l’occupazione nazista. La città è affamata, bombardata, attraversata dalla paura e dalle retate. In questo scenario cupissimo, quattro bambini continuano a giocare alla guerra senza sapere che la guerra vera sta per travolgerli.\![Al cinema "L'ultima volta che siamo stati bambini" di Claudio Bisio. C'è anche un po' di Gariwo - L'esordio da regista dell'attore. La Fondazione Gariwo è stata consulente alla sceneggiatura [articolo]](https://it.gariwo.net/i2/202310111653_Alessio%20Di%20Domenicantonio,%20Vincenzo%20Sebastiani,%20Lorenzo%20McGovern%20Zaini%20@Federica%20Di%20Benedetto-UVB_2-5-7_0065.jpg?v=20250507121622)
![Al cinema "L'ultima volta che siamo stati bambini" di Claudio Bisio. C'è anche un po' di Gariwo - L'esordio da regista dell'attore. La Fondazione Gariwo è stata consulente alla sceneggiatura [articolo]](https://it.gariwo.net/i2/202310111653_Alessio%20Di%20Domenicantonio,%20Vincenzo%20Sebastiani,%20Lorenzo%20McGovern%20Zaini%20@Federica%20Di%20Benedetto-UVB_2-5-7_0065.jpg?v=20250507121622)
Italo, Cosimo, Vanda e Riccardo sono amici inseparabili, uniti da giornate passate tra scherzi, corse e piccole sfide. Provengono però da mondi diversissimi: chi vive in una famiglia fascista, chi ha un padre antifascista perseguitato, chi cresce in collegio, chi in una famiglia ebrea borghese.
Le differenze non contano, finché la Storia non entra nella loro vita con violenza.

Durante il rastrellamento del Ghetto di Roma, Riccardo viene catturato dai tedeschi e portato via. Gli altri tre non capiscono davvero cosa significhi, ma capiscono una cosa sola: il loro amico è in pericolo. Così decidono, con l’incoscienza e il coraggio tipici dei bambini, di seguirlo per provare a salvarlo.Il film racconta la Shoah e la guerra senza mostrarle direttamente, ma facendole sentire attraverso uno sguardo ingenuo che non riesce ancora a comprendere l’orrore. È una storia sull’amicizia, sulla fine dell’innocenza e su quel momento preciso in cui, senza accorgersene, si smette di essere bambini.