Nek: «Nel 2020 mi recisi l’anulare e il medio. Raccolsi il dito e con lucidità corsi in ospedale»
Nek, alias Filippo Neviani, ha ricordato l’episodio drammatico nel podcast Pezzi

La passione per il bricolage è costata due dita della mano a Nek. Il cantante emiliano, coach a The Voice Kids, qualche giorno fa è stato ospite di Pezzi Podcast, il programma condotto dai giornalisti musicale Luca Dondoni, Andrea Laffranchi e Paolo Giordano che analizza tutto ciò che riguarda la musica tra hit, classifiche, tour e nuovi trend, e ha ricordato questo drammatico evento della sua vita accaduto nell’autunno del 2020, come riportato da Vanity Fair.
«Ho una grande passione per l’agricoltura, il fai da te. Una piccola distrazione con un flessibile e mi taglio queste due dita, medio e anulare. Volano via. In realtà, l’anulare vola via e il medio rimane appeso con un filino di pelle. Quello che faccio io istintivamente è chiamare aiuto.
Però sono nella mia casa in campagna, isolato dal mondo, mio fratello era appena sceso in paese, era tornato a casa da 10 minuti, ero solo io. E io vedo con la coda dell’occhio mio padre. Me lo ricordo perfettamente: mio padre è mancato nel 2012 e mio padre mi suggerisce: Corri, vai via, mettiti in salvo», racconta il cantante.
A questo punto la narrazione dell’incidente diviene drammatica. «Immaginatevi dita recise, quanto sangue, adrenalina, panico, il cuore a mille. E c’era l’arteria che sparava a un metro e mezzo di distanza. Raccolgo il dito, con una lucidità che ancora oggi non so spiegarmi: in certe circostanze, o vai in panico, ti immobilizzi e crepi, aspetti la fine oppure ti dai da fare e il panico ti suggerisce quello che devi fare. Sono corso al pronto soccorso alla velocità della luce, con la mano imbrattata di sangue, la macchina tutta sporca. Entro al pronto soccorso di Sassuolo, mi soccorrono e io il dolore più acuto che ho sentito in tutta questa roba qua non è stato durante l’operazione, dopo la riabilitazione, ma quando arrivo sul tavolo del pronto soccorso, mi sistemano il dito e mi buttano l’acqua ossigenata sopra la mano». conclude Nek.
Il cantante fu sottoposto ad un delicato intervento di ricostruzione durato 11 ore e tanti mesi di riabilitazione. Attualmente ha recuperato l’80% della mobilità infatti riesce a suonare il pianoforte ma non ancora bene la chitarra.