“Un posto al sole” per Whoopi Goldberg

Nessuno l’ha dovuta convincere. Anche perché «io faccio solo quello che voglio». E ora lei – premio Oscar, star hollywoodiana, indimenticata mattatrice di Sister Act – desidera fare Un posto al sole. Suona come un cortocircuito, e forse un pochino lo è, ma è esattamente quello che vedremo, da stasera, su Rai3: la star Whoopi Goldberg, vincitrice del premio Oscar per il film Ghost, arriverà a Palazzo Palladini, per quello che è molto più di un cameo.

Nella soap prodotta da Rai Fiction, Fremantle e Centro di Produzione di Napoli, interpreterà l’imprenditrice americana Eleanor Price e avrà una linea narrativa tutta sua. «Mi trovo spesso in vacanza in Italia quindi perché non unire anche un’esperienza lavorativa? Non avevo mai fatto una soap: un genere ingiustamente oggetto di pregiudizi – spiega l’attrice che in questi anni ha vissuto prima in Sardegna e poi in Sicilia – È stata un’esperienza strepitosa: Un posto al sole mi ha fatto riscoprire i motivi per cui da giovane avevo tanto sognato questo mestiere».

Tra un ciak e l’altro ha visitato Napoli, ha sorseggiato il limoncello e «dato che era Natale ho cercato un presepe per me: spero l’anno prossimo di essere aggiunta alle statuine». Innamorata da sempre del nostro Bel Paese riconosce all’Italia il merito di «fare sentire chiunque a casa, a prescindere dalla provenienza: girando per le vostre vie sento che siamo davvero un unico popolo», e l’impressione è che sia un’implicita frecciatina alla politica di Trump. «Per certi versi Un posto al sole è stata anche una vacanza: per due settimane ho staccato con la politica e le cose orribili che succedono nel mondo. Ho rallentato, in una società che corre sempre». E che soprattutto mette sotto esame le donne: «Dobbiamo sempre dimostrare qualcosa. Certo, se si guarda al passato la situazione è migliore di 20 anni fa ma non è buona come potrebbe essere. Vale per tutte: donne bianche e nere, americane o italiane, giovani o anziane… come me».

Ripensando alla sua carriera, riconosce che non avrebbe mai vinto l’Oscar senza Patrick Swayze («disse ai produttori: se mi volete nel film, dovete farmi fare il provino con lei») e ricorda lo stilista Valentino: «L’ho incontrato un paio di volte. Di solito gli stilisti mi intimidiscono, ma lui no: era gentilissimo. Mi prese il viso tra le mani dicendomi: “Bella”. Il suo stile era unico e ha fatto scuola, molti hanno seguito le sue orme a cominciare da Armani». E per il futuro? «Se Eleanor piacerà al pubblico, potrei tornare».